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Storia dell'Asilo Veratti

veratti7La memoria storica dell'Asilo Veratti, il più vecchio istituto d'infanzia di Varese, è stata raccolta dalla storica Alba Bernard, profonda conoscitrice della realtà varesina, nel volume - testimonianza nel quale sono inserite le antiche e illustri realtà scolastiche di Varese.

Nel libro, dal titolo "La scuola dei nostri nonni", stampato dalla Grafica Marelli di Como si racconta come durante il corso dell'Ottocento molte furono le iniziative che mirarono a diffondere l'istruzione tra il popolo e a migliorare lo stato di vita delle classi meno abbienti.

A questo proposito, particolare rilievo ebbero le opere di natura assistenziale e filantropica orientate alla cura dei bambini non ancora in età scolare e quelle rivolte a soccorrere i più bisognosi.

 

veratti6Fu allora che alcuni illuminati varesini finanziarono l'istituzione di un Asilo pubblico e gratuito: quello che poi diverrà l'Asilo Veratti.

L'allora sacerdote della parrocchia di San Vittore, don Filippo Sessa, seppe portare consensi attorno all'iniziativa promuovendo la costituzione di un comitato provvisorio che deliberò di accogliere gratuitamente all'Asilo i bambini di famiglie povere e disagiate di Varese.

L'Asilo venne inaugurato il 13 giugno 1851 e contava sulla presenza di 50 bambini bisognosi.

Già nel mese di novembre dello stesso anno furono accettati anche bambini di altre condizioni sociali, le cui famiglie si offrirono di corrispondere una retta annuale.

L'Asilo si differenziava dai similari centri gestiti da privati soprattutto per l'efficiente organizzazione e gli scopi socio-pedagogici che intendeva perseguire, affidando a personale competente la custodia e l'educazione dei fanciulli.

Nel 1855, con la nomina a consigliere del sacerdote Vittore Veratti, l'Asilo poté avvalersi di un rinnovato impulso verso iniziative che consentirono anche al Comune di Varese di utilizzare parte della struttura per dare sistemazione alle proprie Scuole.

Con Regio Decreto datato 30 gennaio 1862 venne approvato il Regolamento dell'Asilo che fu così riconosciuto come Ente Morale.

Nel novembre 1862 l'Asilo liberò i locali di Casa Veratti e prese possesso della palazzina di via Cavour. Gli spazi più ampi gli consentirono di accettare maggiori iscrizioni, che nel 1864 furono 164, dei quali 60 paganti.

Pochi anni dopo vennero costruite nuove aule e nel 1884 venne stipulata una convenzione tra l'Ente e il Comune di Varese. Quest'ultimo prese in affitto numerosi locali della scuola e l'Ente si fece carico della costruzione di un nuovo refettorio: il salone che oggi è destinato al gioco dei bambini.

 

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In quell'occasione fu commissionato al pittore Lodovico Pogliaghi un grande dipinto, pagato 2.000 lire, che è rimasto appeso nel refettorio – salone numerosi anni, dopodiché è stato collocato nell'ufficio della coordinatrice dove è possibile ammirarne ancora oggi lo splendore.

L'Asilo continuava ad avvalersi di un continuo flusso di offerte e lasciti testamentari. Uno degli articoli dello statuto prevedeva tra l'altro che i nomi dei benefattori fossero registrati su una tabella costantemente esposta. Inoltre l'Asilo rendeva merito ai benefattori più generosi commissionando per loro un ritratto a mezzo busto o addirittura a figura intera.

Per ragioni economiche, nel 1901 le insegnanti laiche furono sostituite con le suore salesiane di Maria Ausiliatrice.

L'opera delle suore salesiane fu ispirata ai principi pedagogici di don Bosco, la cui azione educativa produsse quei risultati straordinari per i quali gli furono riconosciuti grandi meriti nel campo dell'assistenza e dell'educazione infantile.

Una decina furono le salesiane che si succedettero alla guida dell'Asilo, stabilendo con la dirigenza e il personale laico rapporti di efficace collaborazione. La collaborazione fu stretta anche con il comitato delle benefattrici, le "Visitatrici", che operarono ininterrottamente dal 1883 al 1940 e con le quali si consolidò l'organizzazione della tradizionale "Festa dell'albero di Natale".

 

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Dopo i difficili anni della guerra, gli amministratori dell'Asilo si impegnarono in iniziative rivolte ad assicurare maggiore efficienza alla sede che in oltre mezzo secolo era stata più volte ristrutturata. Fu così che venne deliberata la costruzione di un nuovo edificio: il 21 novembre 1926, con l'intervento di Umberto di Savoia, si svolse la cerimonia di posa della prima pietra. Il 22 dicembre 1927 la sede venne inaugurata alla presenza delle massime autorità.

Dal dopoguerra l'Asilo, che nella sua origine storica fu un istituto di beneficienza col prevalente fine di accogliere i bambini di famiglie povere, facendo propri gli orientamenti della moderna pedagogia infantile, si trasformò in scuola di istruzione materna dove si mirava a formare intellettualmente e moralmente i fanciulli.

Nel secondo dopoguerra nuove norme legislative in merito all'istruzione infantile, determinarono una svolta nella storia dell'Asilo: il Comune di Varese promosse il "Consorzio delle Scuole Materne" cittadine, nel quale fece confluire gli asili a gestione pubblica e quelli a gestione autonoma, con propria personalità giuridica e già riconosciuti in Enti Morali.

Poiché le suore furono trasferite dalla Congregazione in altra sede, dal 1976 subentrarono le religiose dell'"Istituto Maestre Pie Filippini", che lasciarono l'Asilo nel 1993.

Il coordinamento dell'Asilo passò nelle mani di Vincenzina Marchesin che diresse la scuola con senso di responsabilità e cura fino al 2005. Dal 2000 il personale docente del Comune è stato lentamente reintegrato all'interno delle proprie strutture e l'Ente Morale ha iniziato ad assumere personalmente le maestre. Dal 2005 il coordinamento della Scuola è affidato a Simona Morandi.

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